www.ahmadinejad. ir

Navigando sul sito del corriere della sera ho scoperto una cosa ahmadinejadmolto interessante. Il contestassimo presidente iraniano Ahmadinejad ha un blog di cui sembra si occupi personalmente. La cosa sorprendente è che un presidente di un paese povero e arretrato sia cosi vicino alla comunicazione globale molto futuristica e giovanile. Mi fa pensare che anche i politici del nostro paese potrebbero confrontarsi ahmadinejaddirettamente con i cittadini attraverso uno strumento come un blog. Questo blog risulta molto moderato e rispettoso dell’occidente, forse solo propaganda ma addirittura fa gli auguri per la nascita del nostro Gesù.      www.ahmadinejad.ir
 
 

 

 

7 pensieri su “www.ahmadinejad. ir”

  1. L’aggettivo “povero” passi, ma “arretrato” è eurocentrico, occidentalista, razzista. Lei non può misurare un paese come l’iran coi parametri delle società capitaliste. Anzi, a potere lo può anche fare – liberissimo – però poi si qualifica – come ho detto sopra ma mi ripeto volentieri – quale: erocentrico, occidentalista, razzista. Sie haben die Wahl “a lei la scelta”. Poi, “questo blog risulta molto moderato e rispettoso dell’occidente, forse solo propaganda ma addirittura fa gli auguri per la nascita del NOSTRO Gesù” Ahi ahi ahi, signor robertopierro splinder, ecco l’eurocentrico che è in lei, nel senso dell’italiano medio che si rincoglionisce la sera davani al televisore nell’avvincente sfida etero omo su “ciao darwin” e ignora cosa sia l’islam, ma ciò nonostante pensa di poterne parlare o peggio di poterlo giudicare pubblicamente su un blog. Per sua informazione, Gesù Cristo è un profeta riconosciuto dall’islam (nel Corano il suo nome compare ben 25 volte), è venerato e rispettato dai mussulmani, anche se non allo stesso modo dei cattolici. Quindi non è esatto dire che Gesù è NOSTRO: la sua immagine, a differenza di quello che qualcuno ancora crede, non offende nessun mussulmano di buon senso, quindi non c’è da meravigliarsi per l’augurio espresso dal presidente iraniano. Semmai è l’immagine della croce che potrebbe ricordare a qualche fanatico mussulmano un certo periodo storico nel quale i crociati europei hanno occupato militarmente la palestina. Ma questa è altra storia, anche se fatalmente si ripete ai giorni nostri. In ultimo, circa i concetti di “moderazione” e “propaganda” citati da lei a proposito dei toni del blog di Ahmadinejad, la informo che quello che legge sui giornali dei discorsi di Ahmadinejad è una traduzione italiana di un testo inglese tradotto a sua volta dal persiano dal famigerato MEMRI: The Middle East Media Research Institute

    di Washington, D.C. (la invito a leggere questo articolo semmai lo farà http://www.zmag.org/Italy/fikentscher_neumann-mediairan.htm). Ben tre passaggi, fatti da gente che ha tutto l’interesse a veicolare il parere dell’opinione pubblica (manleabile come la plastilina) contro il presidente dell’Iran, per ovvie ragioni di interesse bellico. Semmai la propaganda, o meglio, la diffamazione, andrebbe cercata altrove. Mediti signor robertopierro splinder! Mediti!

  2. Caro signore le faccio i complimenti per la sua presunzione,vede non si legge un testo e lo si interpreta a proprio piacere come ha fatto lei con il mio post. Gli aggettivi che ho usato per descrivere l’Iran non sono chiaramente in senso antropologico o etnografico bensì economico e in questo caso specifico tecnologico. Oppure lei vuole affermare che l’Iran è un paese “avanzato” del mondo. Quindi la misurazione di cui parla lei non è in campo culturale (dove non esiste la misurazione) ma in campo di sviluppo dove è possibile comparare i paesi secondo il loro avanzamento, certo secondo i parametri occidentali, ma le piaccia o no è il sistema occidentale a guidare il mondo. Conosco l’Islam e so la loro posizione riguardo Gesù ma loro lo riconoscono come profeta non certo come figlio di Dio. Quindi il natale non è riconosciuto dai musulmani, per questo gli auguri di Ahmadinejad hanno suscitato stupore come riporta il “corriere della sera”. Io mediterò ma lei non faccia il sapientone.

  3. Caro robertopierro splinder, la mia presunzione è un dato innegabile, ma c’è da dire che si manifesta solo e soltanto quando si creano presupposti di vuoto intellettuale e inesattezza (ho evitato altri termini). Per farle un esempio facile facile: è un po’ come il dottor Bunner che si trasforma nell’incredibile Hulk, lui non vorrebbe, ma è costretto da fattori contingenti. Cmq, dalla risposta al mio commento mi pare si ribadisca la sua generale confusione. Le riporto una interessante discussione che Pasolini faceva negli anni settanta tra “sviluppo” e “progresso” http://www.cinetecadibologna.it/sitopasolini/saggistica_sviluppo-progresso.htm

    Lui la leggeva in chiave strettamente politica, quindi se riprendo il filo di PPP devo concludere che lei mi parla di sviluppo essenzialmente perché ha una mente di destra (parlo di destra come modus pensandi, non come tesseramento partitico), io invece misuro i popoli in termini di progresso, che è altra cosa. Ma la rimando al piccolo saggio e alla discussione pasoliniana per approfondimenti. Per rispondere alla sua provocazione: l’Iran non è un paese avanzato, l’Iran è un paese, ed è purtroppo un paese economicamente impoverito anche a causa di una guerra decennale contro uno stato armato dagli americani e che oggi, cerca di far valere il suo diritto allo sviluppo, lo stesso di cui parla lei… per inteso io sono contro il nucleare e contro lo sviluppo ma per il progresso, tuttavia c’è una cosa peggiore di tutto questo: l’arroganza e le minacce nella politica estera di certi stati: è il vecchio tema marxista del conflitto tra oppressori e oppressi, in una dimensione allargata dalla società alle nazioni, ma il concetto è lo stesso. Il “sistema occidentale” come dice lei, guiderà il mondo, ma lo fa con il petrolio mediorientale, e cmq, mi permetta, ma questa non è proprio una buona argomentazione, un po’ come le altre, perché nella dimensione critica di un discorso non c’è democrazia, la ragione non ha nulla a che fare con i numeri. Non importa se la maggior parte delle persone o degli stati adottano un sistema economico piuttosto che un altro. Nella dimensione critica del discorso si cerca di revisionare le credenze mentali dell’interlocutore -ammesso che sia ben disposto e non preconcettualmente chiuso- attraverso un processo argomentativo complesso, frutto, non solo di meditazioni e ragionamenti, ma anche di attenta e completa informazione (che l’informazione di massa dei tg nazionali e del corriere della sera purtroppo non le possono dare: non mi meraviglia affatto che il corriere si stupisca per gli auguri di Ahmadinejad).

    Chi si stupisce per gli auguri di natale di un presidente mussulmano (non arabo) è uno che non conosce l’islam, che ha un pregiudizio culturale, perché evidentemente ignora che in paesi come la Siria esistono chiese e moschee nello stesso quartiere, oppure che Arafat sposò una cristiana o che a Nazareth i mussulmani preparano l’albero di natale per condividere il natale con la comunità cristiana. Chi si meraviglia degli auguri di natale di un presidente mussulmano è uno che scambia una religione di pace e un popolo tollerante con il terrorismo. Questa è l’immagine che i mezzi di informazione di massa e i blog come il suo ci danno parlando così incautamente di auguri di propaganda. Mi auguro abbia meditato signor robertopierro splinder

  4. ah, visto che mi chiama sapientone lo faccio fino in fondo:

    quel suo “vede” in seconda riga è un classico “orrore” di grammatica berlusconiana: se si sceglie certi leader poi di cosa ci si lamenta? La forma corretta è “veda”, è semplice, veda, non si tratta infatti di un presente indicativo ma di un esortativo. Capito? Credo di no, e credo anche che non pubblicherà mai quest’ultimo mio post. Ma almeno corregga la sua grammatica se proprio non le riesce di correggere le sue poche e confuse convinzioni.

  5. Ha spostato completamente la discussione, lei in precedenza parlava della mia inasetezza del linguaggio e nella visione dell’arretratezza dell’Iran. Ora che lei non può dire che le mie motivazioni sono esatte si sposta sulle presunte cause o su argomentazioni filosofiche. Lei si è perso nel tentativo di non ammettere che ho ragione. Ma dove sta scappando, torni al discorso originale senza usare fiumi di parole per non dire niente. Nessuno ha mai sostenuto che l’Islam sia una religione violenta o irrispettosa del cristianesimo. Si sta dicendo che è sorprendente che un uomo come Ahmadinejad cosi estremista nel suo essere faccia gli auguri di buon natale. Per quanto riguarda il suo tentativo di fare il sapientone non certo le devo spiegarle il processo di neostandardizzazione di una lingua. Se vuole intervenire la invito a non offendere l’integrità intellettuale delle persone.

  6. Mamma mia che toni bruschi!!! Il sognor “sapientone” (uso questo appellativo in funzione di nick, non di aggettivo) non si firma neanche, e l’anonimato, come spesso capita, stimola l’aggressività delle persone. Mi capita raramente di leggere commenti anonimi che non insultino o usino toni arroganti (spero non mi criticherà per la mia declinazione fantozziana dei verbi, sono cosciente già di essere un fan del Rag. Fantocci”).

    Comunque, data la competenza mostrata dal “sapientone” sul tema iracheno, vorrei porre una domanda su un tema toccato nel commento precedente: il petrolio!

    Se il petrolio arricchisce l’occidente, perché esistono gli sceicchi e noi paghiamo sempre più un barile di petrolio? E’ davvero una domanda conoscitiva, non vuole essere una provocazione.

  7. Ciao Robbè

    aldilà delle polemiche che ho letto tra te e l’anonimo che scrive, vorrei anch’io aggiungere qualcosa.

    Sono italiano, europeo e occidentale, se vogliamo “ricco” rispetto ad altri abitanti di questo pianeta (ma non ditelo ai miei creditori che sennò ci credono davvero!) e ho la particolare deformazione mentale di cambiare continuamente prospettiva nel modo di vedere le cose.Così, tanto per mantenere in allenamento i miei neuroni affaticati!

    Anche quando leggo e ascolto le notizie su ciò che accade nel mondo intorno a me, dunque, cerco di non bermi tutto d’un fiato le cose. Per fortuna abbiamo la possibilità di utilizzare internet a scopi informativi e possiamo, se e quando ne abbiamo voglia, andare a verificare da più fonti la veridicità o il “taglio” delle notizie che riceviamo.

    In breve,senza necessariamente fare polemica ed usare toni un po’ aggressivi, sono in linea di massima d’accordo con il fatto che noi facenti parte dell’area di influenza occidentale=made in USA abbiamo spesso una percezione distorta di cosa sia il resto del mondo extra-occidentale. Non si può negare, e noi questo lo studiamo all’università Robbè, che i mass media operino una costante deformazione delle notizie a scopi più o meno leciti e trasparenti. Un esempio su tutti, le informazioni date dai media di tutto il mondo occidentale alla vigilia della guerra americana in Iraq…sappiamo tutti quanto le motivazioni addotte per giustificare l’attacco militare si siano rivelate infondate, e perdipiù, a seguito di inchieste successive del Congresso americano stesso e delle organizzazioni mutilaterali, sono usciti allo scoperto i meccanismi di pressione e manipolazione dell’opinione pubblica tramite i media che è stata messa in atto dai poteri forti statunitensi al fine di perseguire i propri interessi principalmente economici e geopolitici. Senza alcuna esitazione, mi sento di affermare che la guerra in Iraq (per non parlare delle modalità con cui viene gestita e pubblicizzata) ha ben poco a che fare con il pur assurdo, a mio modesto parere, concetto di “esportazione della democrazia” di cui tanto sparlava il presidente Bush…

    Detto questo, penso che il presidente iraniano Ahmadinejad stia semplicemente utilizzando i mass media in maniera molto “occidentale” se vogliamo e stia tirando acqua al suo mulino, non meno di quanto non osserviamo fare quotidianamente ai nostri governi occidentali.

    Che questo sia un segno di riuscita “esportazione” di alcuni dei fantomatici valori occidentali? Penso di si, anzi TEMO di si! Visto che si tratta di una dei peggiori “prodotti” che l’Occidente, al quale senza vergogna mi sento di appartenere ma che non per questo gode del mio cieco e acritico appoggio, potesse esportare.

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