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Manifesti funebri di Napoli, divertenti, simpatici

E’ consuetudine a Napoli riportare sui manifesti funebri il soprannome del defunto, se ne ha uno. Sicuramente c’è uno scopo identificativo, visto che a Napoli il soprannome sostituisce quasi interamente il nome di battesimo. Questo particolare, unito alla naturale simpatia del dialetto napoletano, rende questi manifesti simpatici e divertenti non dimenticando ovviamente la notizia che riportano.
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NENNELLA-NAPOLI

Nennella trattoria divertente NAPOLI la parolaccia

Qualche sera fa degli amici mi hanno portato a cena in una trattoria di Napoli nei quartieri spagnoli tenendomi all’oscuro della natura della trattoria. Tutto tranquillo finché uno dei chef  uscito dalla cucina  ha chiesto a un ragazzo  “come ti chiami ?”  il ragazzo con tranquillità risponde “Mario”, lo chef ribatte “no tu ti chiami luigi picche si nu ricchione”. Sono rimasto un po’ perplesso ma ho inquadrato la cosa come un momento di ordinaria follia, fino al momento del nostro ordine quando il cameriere mentre scriveva la comanda, con decisione esclama “vagliu stateve zitt” e risponde al suo cellulare, poi su cenno dei miei amici mette la mano sulle mie parti intime e dice”uaglio stai miss buon”. A quel punto ho capito il genere di locale , parte del personale scherza con i clienti e ovviamente con i clienti vivaci aumenta lo sfotto. Alla fine dopo 20 minuti di pressing uno dei proprietari ci ha raccontato delle barzellette : un vero artista. I camerieri sono esilaranti … Forse vi chiedete e il conto ?…… Bassissimo e le pietanze ottime. Veramente complimenti a questo locale , ah se ci andate vi consiglio di non chiedere il dolce !

L’INDIRIZZO DEL SITO INTERNET : http://digilander.libero.it/trattorianennella/nennella.htm

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lu SCAZZAMARIELLO

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LU SCAZZAMARIELLO

 

INTRODUZIONE

Le leggende sui folletti sono presenti in tutta Europa, ovviamente attraverso delle varianti che ne cambiano il nome, un po’ l’aspetto e magari un po’ la legenda stessa, ma la figura del folletto buono e dispettoso è generale.

Le varianti di queste leggende possono anche esistere tra due aree geografiche vicine, come in Campania, infatti nella tradizione Napoletana hanno il nome di “monacielli” mentre nella tradizione della mia terra l’alta Irpinia, precisamente Ariano Irpino, hanno il nome di “scazzamarielli” .

Le due leggende sono simili, la natura del folletto è assolutamente la stessa cambia il modo in cui accattivarsi o sfruttare la presenza in casa di un folletto.

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“Lu scazzamariello” è l’immagine di un folletto piccolo e dispettoso, con un berretto rosso che è il segreto della sua magia.

Quando entra in una casa corre velocissimo all’interno di essa fa cadere le cose, rompe le cose insomma fa dispetti agli abitanti della casa.

A questo punto bisogna approfittare della presenza magica dello “scazzamariello” ma non è facile, infatti bisogna rubargli il berretto rosso che lui difende vivacemente e poi come già detto è velocissimo.

Una volta rubato il berretto non bisogna cedere alle sue minacce spaventose perché non è uno spirito malvagio, sostanzialmente bisogna ricattarlo, alla fine lui cederà e ti chiederà quante monete vuoi, puoi stare tranquillo lui te le darà perché senza il suo cappello è perduto.

Una particolarità simpatica e forse unica sulle leggende dei folletti è che “lu scazzamariello” tira fuori le monete d’oro dal suo corpo e non dal cappello, le tira fuori nel gesto di defecare, questa particolarità mi è stata detta soprattutto dagli anziani che me la dicevano riportandola a una storia degli antichi.

In conclusione posso affermare che viene considerato assolutamente uno spirito amico anche se dispettoso, la leggenda addirittura in alcuni casi narra di casi in cui di notte entrava e metteva apposto la cucina, la stalla e la casa in generale.

STORIE DELLO “SCAZZAMARIELLO”

C’è una zona di Ariano chiamata Capo Castagno dove si dice che tanti anni fa c’era una tana di uno “scazzamariello” che aggrediva chi lo disturbava o chi passava d’innanzi alla grotta, specialmente se era una persona sola.

La leggenda dice che tante famiglie arianesi cosi si sono arricchite.

Una notte un “scazzamariello” entro in una casa prese la bambina che li dormiva e la portò in soffitta dove i due ballarono e si divertirono fino a stancarsi, la mattina dopo la bambina fu trovata dai genitori in soffitta ma non riuscivano a spiegarsi come ci fosse arrivata, lei racconto la storia ma nessuno ci credette.

DETTI  ARIANESI  LEGATI   ALLA   LEGGENDA :

Li scazzamarielli cacano soldi !

Andò bazzica lu scazzamariello, ea na casa fortunata !

Quera  famiglia ea cu li soldi picchè e passato lu scazzamariello !

QUESTA RICERCA E’ STATA PUBBLICATA SUL SITO PROVERBI ARIANESI :

http://proverbiarianesi.com/web/node/79

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