Incidenti Stradali

INCIDENTE stradale morte

 

Incidenti stradali, morti e feriti Anni 1991-2005 (valori assoluti)

 

ANNI               Incidenti                       Morti                          Feriti               Indice di mortalità (a)   

 

 

1991              170.702                         7.498                       240.688                         4,4                                 

1995               182.761                         6.512                       259.571                        3,6                                 

2000              229.034                         6.649                       321.796                          2,9                                 

2005              225.078                         5.426                       313.727                          2,4

 

Spesso quando si parla delle statistiche degli incidenti stradali sento la frase “sono numeri da guerra civile” ed è proprio cosi, anzi volendo fare un paragone assurdo con i caduti americani in questi anni di conflitto in Iraq vediamo che sono 3100 circa . E’ assurda questa situazione per 2 motivi : il primo è che siamo il paese europeo con più morti sulle strade , il secondo è che la maggior parte dei morti sono giovani. La questione del numero degli incidenti in Italia è facilmente riconducibile alla nostra educazione stradale e alle leggi dello stato, ma attenzione non perché in Italia manchino leggi opportune ma perché non si rispettano come accade per tante altre cose. Questo lo possiamo accertare nel momento in cui entro in vigore la patente a punti , ci fu un attenzione ai controlli e una responsabilizzazione dei cittadini , gli incidenti calarono ma l’effetto con alcuni anni è andato svanendo. Il fatto che tanti incidenti avvengano il sabato sera con il coinvolgimento di quasi soli giovani si collega ai problemi della guida in stato di ebbrezza , di effetti stupefacenti e di colpi sonno derivanti dal mettersi alla guida dopo una notte insonne.

 

 

Il mio pensiero è si a repressione , ma repressione mirata magari con regolamentazioni speciali per i giorni di picco, perché si rischia di penalizzare chi la strada comunque la usa con buon senso. La prevenzione su cui molti puntano è un po’ utopistica perché esperienze di altri paesi ci dimostrano che l’educazione stradale viene da se con forti deterrenti psicologici, e poi le abitudini di un popoli non si cambiano dall’oggi al domani. La prevenzione tramite campagne di sensibilizzazione sono progetti a lungo termine e difficilmente

colpiscono il giovane nel pieno della sua incoscienza.

                                                                          

MORTO

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