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Macellazione maiale domestico – Macellazione domestica del maiale

Ho fatto questo articolo ricerca sulla macellazione domestica del maiale, l’idea è nata dalla consapevolezza che siamo di fronte a una tradizione ormai in agonia. Destinata a finire in società in cui diventa più conveniente comprare che curare. AVVERTO che nella ricerca ci sono fedeli ricostruzioni della fasi della
macellazione quindi sono scene forti.
 
 
La Ricerca: macellazione maiale domestico
 
 
Uccisione del maiale in casaUccisione del maiale in casa
 

Uccisione maiale in casa, macellazione, maiale grosso, maiale gigante.

Dialetto arianese fra i dialetti più importanti d'Italia

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Ieri seguivo il corso di sociolinguistica del professore Maturi quando lo stesso professore spiegando il rapporto dialetti e lingue ha citato i dialetti di Milano, Palermo,Roma, Bari, Napoli e infine Ariano Irpino. Riflettevo sul fatto che il nostro dialetto fosse stato citato con dialetti molto importanti, perché la sociolinguinstica insegna che ogni dialetto è rilevante ma la sua importanza sta prima di tutto nel numero di persone che lo  parlano, al di fuori del dialetti che erano degli esempi, il professore ci citava fra le città più importanti d’Italia. Dopo una mezz’oretta il professore parlando del fatto che anche se un dialetto non ha una grammatica scritta non vuol dire che non ha delle regole, dice : “anche se il dialetto di Ariano Irpino non ha testi di grammatica non vuol dire che gli arianesi non abbiano delle regole in testa del loro dialetto”.

A questo punto preso dalla curiosità decido di chiedere al professore spiegazioni dopo la lezione. Il professore mi risponde che era puro caso che gli fosse venuto in mente Ariano, le mie speranze che le nostre mitiche parole “quatrara”, “crai”, “ailama” avessero colpito un linguista della Federico II, si sono infrante nelle sue parole: “allora tu sei di Ariano”. Alla fine siamo rimasti d’accordo su una mia ricerca sul nostro dialetto e sul suo aspetto sociolinguistico.

lu SCAZZAMARIELLO

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LU SCAZZAMARIELLO

 

INTRODUZIONE

Le leggende sui folletti sono presenti in tutta Europa, ovviamente attraverso delle varianti che ne cambiano il nome, un po’ l’aspetto e magari un po’ la legenda stessa, ma la figura del folletto buono e dispettoso è generale.

Le varianti di queste leggende possono anche esistere tra due aree geografiche vicine, come in Campania, infatti nella tradizione Napoletana hanno il nome di “monacielli” mentre nella tradizione della mia terra l’alta Irpinia, precisamente Ariano Irpino, hanno il nome di “scazzamarielli” .

Le due leggende sono simili, la natura del folletto è assolutamente la stessa cambia il modo in cui accattivarsi o sfruttare la presenza in casa di un folletto.

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“Lu scazzamariello” è l’immagine di un folletto piccolo e dispettoso, con un berretto rosso che è il segreto della sua magia.

Quando entra in una casa corre velocissimo all’interno di essa fa cadere le cose, rompe le cose insomma fa dispetti agli abitanti della casa.

A questo punto bisogna approfittare della presenza magica dello “scazzamariello” ma non è facile, infatti bisogna rubargli il berretto rosso che lui difende vivacemente e poi come già detto è velocissimo.

Una volta rubato il berretto non bisogna cedere alle sue minacce spaventose perché non è uno spirito malvagio, sostanzialmente bisogna ricattarlo, alla fine lui cederà e ti chiederà quante monete vuoi, puoi stare tranquillo lui te le darà perché senza il suo cappello è perduto.

Una particolarità simpatica e forse unica sulle leggende dei folletti è che “lu scazzamariello” tira fuori le monete d’oro dal suo corpo e non dal cappello, le tira fuori nel gesto di defecare, questa particolarità mi è stata detta soprattutto dagli anziani che me la dicevano riportandola a una storia degli antichi.

In conclusione posso affermare che viene considerato assolutamente uno spirito amico anche se dispettoso, la leggenda addirittura in alcuni casi narra di casi in cui di notte entrava e metteva apposto la cucina, la stalla e la casa in generale.

STORIE DELLO “SCAZZAMARIELLO”

C’è una zona di Ariano chiamata Capo Castagno dove si dice che tanti anni fa c’era una tana di uno “scazzamariello” che aggrediva chi lo disturbava o chi passava d’innanzi alla grotta, specialmente se era una persona sola.

La leggenda dice che tante famiglie arianesi cosi si sono arricchite.

Una notte un “scazzamariello” entro in una casa prese la bambina che li dormiva e la portò in soffitta dove i due ballarono e si divertirono fino a stancarsi, la mattina dopo la bambina fu trovata dai genitori in soffitta ma non riuscivano a spiegarsi come ci fosse arrivata, lei racconto la storia ma nessuno ci credette.

DETTI  ARIANESI  LEGATI   ALLA   LEGGENDA :

Li scazzamarielli cacano soldi !

Andò bazzica lu scazzamariello, ea na casa fortunata !

Quera  famiglia ea cu li soldi picchè e passato lu scazzamariello !

QUESTA RICERCA E’ STATA PUBBLICATA SUL SITO PROVERBI ARIANESI :

http://proverbiarianesi.com/web/node/79

https://www.facebook.com/Tradizione-Orale-Arianese-proverbiarianesicom-337152696316625/?__mref=message_bubble