Inno Nazionale, Inno di Mameli usato in uno spot, Pubblicità, Calzedonia

Da un pò di tempo va in onda un spot pubblicitario di calze da donna con il sottofondo musicale fatto dall’inno nazionale italiano, modificato nella prima parte in “Sorelle d’Italia”. La mia prima reazione è stata di disapprovazione e di sdegno. La seconda reazione, quella riflessiva, è stata simile alla prima. In tv sentivo qualcuno che sosteneva che i valori dell’essere italiano sono un qualcosa di quotidiano e non da ostentare solo in alcune occasioni, quindi questo spot va bene anche perché è fatto bene. Poi continuando si diceva che l’inno nazionale in un spot in forma leggera era anche di aiuto a familiarizzare con l’inno. Chi invece era sfavorevole a questo spot sosteneva che era immorale usare l’inno per scopi pubblicitari.

Dalla discussione che ho ascoltato oggi in tv non è uscita chiaramente un concetto che per me è fondamentale. Si può essere anche d’accordo con chi dice che dobbiamo essere italiani non solo dinnanzi all’inno ma tutti i giorni quando dobbiamo rispettare i valori costituenti della nostra nazione. Si può essere d’accordo con chi dice che l’inno non va usato a scopi pubblicitari.

Il concetto base, al di fuori dei casi specifici, è che i simboli base di una nazione, inno e bandiera, sono dei simboli che racchiudono l’unione di 60 milioni di persone in una nazione che si auto gestisce. Sono simboli sacri, sono dei totem, sono dei tabu che non si mettono mai in discussione ma si rispettano perchè simboleggiano la nostra unione in un stato. Qualsiasi forma di utilizzo di questi simboli per scopi non rappresentati della nazione è un vilipendio alla nazione stessa. Il mio non è un discorso patriottico ma è più pragmatico, far parte di una nazione vuol dire rispettare l’altro e accettare le regole di convivenza civili, in Italia ci sono tante situazioni in cui questi principi sembrano mancare ma nel totale siamo in una democrazia. Non è uno spot ad attentare all’unità nazionale ma è un segnale della mancanza di coscienza dell’importanza dei simboli che siglano la nostra unione. Infine scendendo nel sentimentale, lascia perplessi sentire l’inno che si suona quando un militare italiano cade in una qualsiasi guerra, giusta o sbagliata, in sottofondo a una pubblicità di calze.

LA BRILLANTE ILLUSTRAZIONE DELL’INNO DI MAMELI FATTA DA ROBERTO BENIGNI A SANREMO 2011